Buongiorno cari lettori, oggi sono quasi arrivata alla fine di questa storia. Oggi ho finito di leggere ‘Storia di chi fugge e di chi resta’, la vita da giovani adulte di Lila e Lenù. So che da me non vi aspettate una recensione critica (e menomale perchè non saprei darvela), ma se vi incuriosisce ciò che leggo o vedo spero allora di appassionarvi e suggerirvi titoli che mi sono entrati nel cuore o che mi hanno colpito (anche nel male).
Questa storia ho iniziato a leggerla proprio grazie alla mia amica del cuore. Lei mi regalò il primo volume con una bellissima dedica dietro la copertina. La storia di questa amicizia ha portato Strafiore a riflettere su numerosissimi temi: cos’è l’amicizia, il ruolo della donna nel tempo, il valore politico delle scelte personali, le donne scritte dagli uomini e quelle scritte dalle donne; ho elencato solo alcuni di questi temi. La Ferrante ha un modo di scrivere incredibile, come tanti, mi sono chiesta se tutto ciò che stavo leggendo fosse realmente accaduto tanto era vero. I suoi sono quel tipo di libri dai quali non ci si riprende facilmente, che lasciano un vuoto e insieme ti riempiono fino a diventare un pezzo della tua storia. Spesso come Lenù mi sono fatta molte domande e mi sono chiesta che tipo di amicizia fosse la loro ma trasportata dalla crudezza delle relazioni che si dispiegano nella storia smetto ogni volta che mi sorgono domande di continuare a rimurginarci su. Voglio solo vivere e immedesimarmi in tutto ciò che leggo e fare come Lila che vive intensamente tutto. Così nella lettura mi alterno tra Lila e Lenù immedesimandomi nell’una e nell’altra.
Lenù è mite, analizza, rimurgina, reprime e cerca di avanzare nella vita, anche se in modo incerto grazie alla fatica che ha messo nello studio, cerca di scrivere storie anche se vorrebbe viverle ed essene travolta. Lila è cattiva,non ha potuto studiare,è rimasta nel rione a faticare, è quella che vive le storie, ciò su cui mette mano si trasforma in oro, ha una intelligenza fuori dal comune.
Una storia ambientata a Napoli e che attraversa tutte le fasi della loro vita dall’infanzia alla maturità, la loro storia si intreccia con la storia dell’italia con i suoi cambiamenti culturali e politici. Qua sotto lascio un brevissimo estratto del primo volume sperando di suscitare la vostra curiosità e incoraggiarvi a leggerlo. La storia si apre con una chiamata di Rino che annuncia a Lenù la sparizione di Lila, sua madre, sono entrambe adulte in età matura.
“Sono almeno tre decenni che mi dice di voler sparire senza lasciare traccia, e solo io so bene cosa vuole dire. Non ha mai avuto in mente una qualche fuga, un cambio d’identità, il sogno di rifarsi una vita altrove. E non ha mai pensato al suicidio, disgustata com’è dall’idea che Rino abbia a che fare col suo corpo e sia costretto ad occuparsene. Il suo proposito è sempre stato un altro: voleva volatilizzarsi; voleva disperdere ogni sua cellula; di lei non si doveva trovare più niente. E poichè la conosco bene, o almeno credo di conoscerla, do per scontato che abbia trovato il modo di non lasciare in questo mondo nemmeno un capello, da nessuna parte.”
(Elena Ferrante, L’amica geniale volume primo, Pag.16-17, Edizioni e/o, Roma 2011 )